La Marmotta dell’Apocalisse
Secondo l’Apocalisse di San Cane (e confermato anche anche dall’antica apocalisse apocrifa di Cozio Por, un best seller presente nella classifica delle migliori 20 apocalissi degli ultimi 20000 anni) una terribile creatura devasterà l’universo alla Fine del Secondo Tempo Suplementare. “Un Porcangelo dorato lancerà una chiave dall’alto dei Cieli di Marmellata e con quella chiave rossa il Profeta Baffuto aprirà la Cassetta delle Lettere dell’Apocalisse, dalle sue fauci mostruose fuoriusciranno mille e mille bollette da pagare che tormenteranno tutti gli uomini, poi dal fondo della Cassetta uscirà il Signore della Fine del Secondo Tempo Suplementare, la Marmotta dell’Apocalisse, la Tremenda Bestia dei Cieli della Terra e pure delle Acque.”
La Marmotta sembra essere una metafora allegorico-simbolica di una marmotta mooolto potente…
La lettura di ciò che segue è assolutamente sconsigliabile a ogni fedele Kazzariano poiché facente riferimento ad uno scritto apocrifo di un certo Ilvio, considerato dalla comunità cazzara il male incarnato… è quindi ricollegabile all’azione di un gruppo di temibili silvionisti (scomunicati nel 1001 da San Cane).
Di lei racconta, in un raro momento di svago davanti ad un fumetto hentai, anche il Cavaliere Ilvio S., uno dei Cavalieri dell’Apocalisse Kazzaro che porteranno rovina e sciagura sopprattutto in una zona del Mediterraneo chiamata Itaglia: “E così questo immane Godzillo Marmottideo con un sol colpo delle sue santissime natiche infiammò petando tutte le Cose Rosse che c’erano nel mondo, ed il rosso divenne azzurro, l’azzurro delle libertà così che, finita l’era del rosso, anche gli azzurri potessero riprendere l’opera magna voluta da Zio all’inizio dei tempi: acquisire potere mendicando voti a destra e a manca (perchè quello che manca a manca non manca a destra) e salendo di livello. E Zio vide che era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina, ennesimo giorno di rovina…” (amava le rime il nosto buon Silvio).




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